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Archivio per la categoria ‘Lamp’

Disabilitare SSLv2 e abilitare SSLv3 per le connessioni https

30 ottobre 2009 loade Nessun commento

In questa guida descriveremo come configurare apache per accettare connesioni solo con SSLv3, nel caso il vostro server accetti ancora l’insicuro SSLv2. Per l’installazione del webserver e la configurazione di openssl potete consultare questa guida.

Editiamo questo file, se non esiste possiamo crearlo:

vi /etc/apache2/conf.d/ssl.conf

SSLProtocol -All +SSLv3 +TLSv1
SSLCipherSuite ALL:!ADH:!EXPORT56:RC4+RSA:+HIGH:+MEDIUM:+LOW:!SSLv2:+EXPRestart

Ora possiamo riavviare il webserver:

/etc/init.d/apache2 restart

Per verificare che venga correttamente utilizzato SSLv3:

openssl s_client -connect localhost:443 -ssl3 -no_ssl2

Dovremmo ottenere qualcosa del genere:


SSL handshake has read 1464 bytes and written 317 bytes

New, TLSv1/SSLv3, Cipher is DHE-RSA-AES256-SHA
Server public key is 1024 bit

Per essere sicuri che il nostro server non accetti connessioni con il vecchio protocollo, possiamo forzare il comando openssl a connettersi con la versione 2:

openssl s_client -connect localhost:443 -ssl2 -no_ssl3

Questo messaggio d’errore ci assicura che il nostro webserver accetta solo connessioni SSLv3:

CONNECTED(00000003)
3374:error:1407F0E5:SSL routines:SSL2_WRITE:ssl handshake failure:s2_pkt.c:428:

Categorie:Altro, Apache, Sicurezza Tag: , , ,

Installare lighttpd su Debian, CentOS e Fedora

28 ottobre 2009 Luca Nessun commento

lighttpdAvete intenzione di installare un web server su una macchina dotata di poca memoria RAM o CPU limitata? In questo caso probabilmente Lighttpd (pronunciato lighty) sara’ la vostra scelta vincente! I suoi punti di forza sono: minimo consumo di risorse ed elevate prestazioni. A differenza del web server  Apache dispone di un numero ridotto di moduli ed uno dei maggiori svantaggi e’ che  se dovete installare sul vostro sito un cms, probabilmente sara’ necessario ritoccare qualche regole di rewrite.  Niente paura pero’, in rete trovere molte informazioni a riguardo e a configurazione ultimata la soddisfazione ripaghera’ ogni sforzo.

Ecco come installarlo

In Debian:

apt-get update
apt-get install lighttpd php5-cgi

Con CentOS/Fedora:

yum install zlib pcre php-cli

rpm -Uhv http://apt.sw.be/redhat/el5/en/i386/rpmforge/RPMS/rpmforge-release-0.3.6-1.el5.rf.i386.rpm

yum install lighttpd lighttpd-fastcgi

/etc/init.d/lighttpd start

Eseguendo “ps ax” vedrete gia’ lighttpd in esecuzione:

www-data 11321  0.0  1.9  53616  1268 ?        S    19:17   0:00 /usr/sbin/lighttpd -f /etc/lighttpd/lighttpd.conf

e collegandovi al server con un browser web visualizzerete la pagina di benvenuto (in CentOS/Fedora un messaggio di errore perche’ manca il file index del sito ;)
La configurazione di default crea un sito con la document root in

/var/www/ (Debian)

/srv/www/lighttpd/ (CentOS/Fedora)

In CentOS/Fedora dobbiamo eseguire anche questo comando per far eseguire il servizio all’avvio del server

chkconfig –level 345 lighttpd on

Integriamo adesso l’interprete php.
Forziamo il PHP a correggere il percorso del cgi in modo conforme alle specifiche PATH_INFO/PATH_TRANSLATED editando /etc/php5/cgi/php.ini (in Debian)   e decommentando (togliendo il carattere ‘;’ da inizio riga) la direttiva “cgi.fix_pathinfo” ed impostando il suo valore a 1

cgi.fix_pathinfo=1

In CentOS invece apriamo il file /etc/php.ini e scriviamo  cgi.fix_pathinfo=1 come ultima riga

Adesso dobbiamo far caricare il modulo fastcgi a lighttpd.
Questa e’ la procedura Debian

Accediamo nella cartella “conf-enabled”

cd /etc/lighttpd/conf-enabled/

creiamo un link simbolico alla configurazione di mod_fastcgi

ln -s ../conf-available/10-fastcgi.conf

E’ necessario impostare alla direttiva “bin-path” presente nel file 10-fastcgi.conf il corretto percorso del binario php-cgi. Apriamo quindi il file e la riga “bin-path”  in questo modo

“bin-path” => “/usr/bin/php-cgi”,

N.B. Verificate che il file /usr/bin/php-cgi esista

Questa e’ la procedura per CentOS/Fedora

Apriamo il file  lighttpd.conf e decommentiamo il modulo  mod_fastcgi (in pratica dobbiamo togliere il carattere # ad inizio riga)

Poi aggiungiamo queste istruzioni a fine file:

fastcgi.server             = ( “.php” =>
( “localhost” =>
(
“socket” => “/tmp/php-fastcgi.socket”,
“bin-path” => “/usr/bin/php-cgi”
)
)
)

Riavviamo il serizio per convalidare le nuove impostazioni

/etc/init.d/lighttpd restart

Pubblicando questo file

/var/www/info.php (Debian)

/srv/www/lighttpd/info.php (CentOS/Fedora)

con questo contenuto

<?php
phpinfo();
?>

Avremo modo (accedendo con un browser web all’indirizzo www.tuosito.it/info.php) di visualizzare la configurazione del php installato.

Se sul server volessimo ospitare piu’ di un sito dovremo abilitare mod_evhost.

Andiamo a creare le cartelle dei siti

Debian:

mkdir -p /var/www/virtual_hosts/www.sito1.it/htdocs
mkdir -p /var/www/virtual_hosts/www.sito2.it/htdocs

CentOS/Fedora:

mkdir -p /srv/www/virtual_hosts/www.sito1.it/htdocs
mkdir -p /srv/www/virtual_hosts/www.sito2.it/htdocs

Creiamo una pagina di benvenuto per entrambi i domini

Debian:

echo “Benvenuto nel sito1″ > /var/www/virtual_hosts/www.sito1.it/htdocs/index.html
echo “Benvenuto nel sito2″ > /var/www/virtual_hosts/www.sito2.it/htdocs/index.html

CentOS/Fedora:

echo “Benvenuto nel sito1″ > /srv/www/virtual_hosts/www.sito1.it/htdocs/index.html
echo “Benvenuto nel sito2″ > /srv/www/virtual_hosts/www.sito2.it/htdocs/index.html

Ora editiamo la configurazione di lighttpd (/etc/lighttpd/lighttpd.conf).
Abilitiamo “mod_evhost” decommentando il modulo dal gruppo “server.modules”, bastera’ eliminare il carattere # ad inizio riga. In questo modo:

server.modules              = (
“mod_access”,
“mod_alias”,
“mod_accesslog”,
“mod_compress”,
#           “mod_rewrite”,
#           “mod_redirect”,
“mod_evhost”,
#           “mod_usertrack”,

Adesso a fine file possiamo aggiungere queste righe, ed impostare la document root dei siti

$HTTP["host"] == “www.sito1.it” {
evhost.path-pattern = “/var/www/virtual_hosts/www.sito1.it/htdocs/”
}

$HTTP["host"] == “www.sito2.it” {
evhost.path-pattern = “/var/www/virtual_hosts/www.sito2.it/htdocs/”
}

N.B. Adattate path-pattern con il percorso associato ai vostri siti.

Salviamo il file e riavviamo il servizio

/etc/init.d/lighttpd restart

Cliccando QUI accederete alla guida sull’installazione di proftpd in debian per poter aggiornare i siti via ftp

Usare Python come CGI

18 ottobre 2009 loade Nessun commento

Per poter eseguire script Python all’interno del vostro web server ci sono diverse modalità (una delle quali è stata  già affrontatata su deec.it e la trovate a questo link). In questa guida affronteremo la configurazione del web server apache configurando python come CGI.

Quello che dobbiamo fare è creare un handler e dire ad apache di eseguire gli script python utilizzando il modulo cgi.

Verifichiamo prima che il modulo cgi sia caricato sul nostro apache:

a2enmod
Your choices are: actions alias asis auth_basic cgi ….
Which module(s) do you want to enable (wildcards ok)?

In questo modo vediamo i moduli caricati sul nostro server web, nel caso non fosse presente cgi per caricarlo:

a2enmod cgi

A questo punto possiamo decidere di configurare il nostro handler all’interno della configurazione del nostro Virtualhost oppure direttamente dentro un file .htaccess.

Per la configurazione all’interno del Virtualhost, dobbiamo inserire quanto segue nel file di configurazione:

vi /etc/apache2/sites-enabled/www.vostrosito.ext

AddHandler cgi-script .py

Se invece vogliamo eseguire gli script .py solo in alcune directory del nostro sito, possiamo creare un file .htaccess all’interno della directory interessata con il seguente contenuto:

vi /var/www/www.vostrosito.ext/htdocs/miadir/.htaccess

AddHandler cgi-script .py

In questo caso dobbiamo verificare che nella configurazione del nostro Virtualhost sia presente la direttiva che permette la lettura dei file .htaccess da parte del nostro webserver.

<Directory /var/www/www.vostrosito.ext/htdocs/>
AllowOverride All
<Directory>

A questo punto non ci resta che creare il file di test:

vi test.py
#!/usr/bin/python
print “Content-type: text/html”
print
print “<title>deec.it — Hello World</title>”
print “<h1>A First CGI Example</h1>”
print “<p>Hello World!</p>”

Per terminare l’operazione dobbiamo rendere il file di test eseguibile:

chmod 755 test.py

Modificare l’open_basedir su Plesk per singolo dominio

29 settembre 2009 loade 1 commento
open_basedir
<Directory /var/www/vhosts/nomedominio.ext/httpdocs>
php_admin_flag engine on
php_admin_value open_basedir ?/var/www/vhosts/nomedominio.ext/httpdocs:/nuovo/path?
</Directory>
Per modificare l’open_basedir per un singolo dominio sul pannello Parallels Plesk dovete editare il file
vi /var/www/vhosts/nomedominio.ext/conf/vhost.conf  (se non esiste createlo)
e aggiungete al suo interno:
<Directory /var/www/vhosts/nomedominio.ext/httpdocs>
php_admin_flag engine on
php_admin_value open_basedir “/var/www/vhosts/nomedominio.ext/httpdocs:/nuovo/path”
</Directory>
nel caso vogliate, invece, disabilitarlo:
<Directory /var/www/vhosts/nomedominio.ext/httpdocs>
php_admin_flag engine on
php_admin_value open_basedir none
</Directory>
Una volta fatto questo dovete eseguire il seguente comando:
/usr/local/psa/admin/sbin/websrvmng –reconfigure-vhost –vhost-name=nomedominio.ext
oppure nelle versioni di Plesk più recenti usare invece il comando:
/usr/local/psa/admin/sbin/httpdmng –reconfigure-domain nomedominio.ext
e riavviare il server web:
/etc/init.d/apache2 restart o /etc/init.d/httpd restart