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	<title>Deec.it &#187; brute-force</title>
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	<description>Le Guide Pratiche Dell&#039;Informatica</description>
	<lastBuildDate>Sun, 04 Sep 2011 16:52:42 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Impedire l&#8217;attacco brute force su Debian con Fail2Ban</title>
		<link>http://www.deec.it/2009/10/03/impedire-lattacco-brute-force-su-debian-con-fail2ban/</link>
		<comments>http://www.deec.it/2009/10/03/impedire-lattacco-brute-force-su-debian-con-fail2ban/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2009 18:25:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pidicci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Debian / Ubuntu]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[brute-force]]></category>
		<category><![CDATA[configurazione fail2ban]]></category>
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		<category><![CDATA[installazione fail2ban]]></category>

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		<description><![CDATA[



Chi gestisce normalmente server ed e&#8217; esposto direttamente alla rete avra&#8217; notato sicvuramente molteplici tentativi di attacco Brute Force sui servizi piu&#8217; comuni. A tal poposito puo&#8217; risultare utile il software Fail2ban che permette di riconoscere con determinate policy un tentativo di attacco e filtrarne automaticamente la provenienza. Il server su cui si installa Fail2Ban [...]]]></description>
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</script></div><p><img class="alignleft size-full wp-image-1323" title="fail2ban_logo" src="http://www.deec.it/wp-content/uploads/2009/10/fail2ban_logo.png" alt="fail2ban_logo" width="135" height="130" />Chi gestisce normalmente server ed e&#8217; esposto direttamente alla rete avra&#8217; notato sicvuramente molteplici tentativi di attacco <a title="Brute Force" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Metodo_forza_bruta" target="_blank">Brute Force</a> sui servizi piu&#8217; comuni. A tal poposito puo&#8217; risultare utile il software <strong>Fail2ban</strong> che permette di riconoscere con determinate policy un tentativo di attacco e filtrarne automaticamente la provenienza. Il server su cui si installa Fail2Ban deve avere gia&#8217; installato<strong> iptables</strong>.</p>
<p>La presente guida mostra come installare e configurarlo al meglio.</p>
<p>Dunque, si parte come al solito con il reperimento del pacchetto necessario direttamente dagli apt sources. Si esegua quindi il comando:</p>
<blockquote><p>apt-get install fail2ban</p></blockquote>
<p>La directory con tutti i file sara&#8217; di default <span>/etc/fail2ban</span></p>
<p><span>All&#8217;interno della cartella </span><span>/etc/fail2ban/filter.d/ ci sono tutte le regole che permettono di identificare un tentativo di attacco con le regexp ed il nome della regola.<br />
</span></p>
<p><span>Il file di configurazione che piu&#8217; ci interessa e&#8217; il file /etc/fail2ban/jail.conf che dispone di molte direttive. </span></p>
<p><span>Si esegua quindi:</span></p>
<blockquote><p><span>vi </span><span>/etc/fail2ban/jail.conf</span></p></blockquote>
<p><span>E&#8217; importante specificare nella sezione [Default] le regole principali che sono:</span></p>
<p><span><strong><em>ignoreip: </em></strong>contente la lista degli IP che devono essere ignorati da fail2ban, nel caso di piu&#8217; IP devono essere separati dallo spazio. Solitamente qui vengono inseriti gli IP affidabili come computer remoti con IP statici e altre trusted network</span></p>
<p><span><em><strong>bantime: </strong></em>tempo durante il quale un eventuale IP deve rimanere bannato successivamente al riconoscimento di un tentativo di brute force</span></p>
<p><span><em><strong>maxretry: </strong></em>numero massimo di tentativi errati di accesso dopo il quale deve essere riconosciuto come un brute force. Se ad esempio impostiamo il numero a 3 sul servizio SSH ho la possiblita&#8217; di sbagliare 3 volte la password dopodiche&#8217; vengo considerato come un attacker.</span></p>
<p><em><strong>destemail: </strong></em>L&#8217;indirizzo email di riferimento per tutte le operazioni effettuate da fail2ban</p>
<p>Nella sezione successiva, la sezione &#8220;Action&#8221; permette di specificare cose deve fare fail2ban quanto riconosce un tentativo di attacco. Ci sono delle regole preconfigurate che risultano essere piu&#8217; che sufficenti ma e&#8217; possibile aggiungerne altre a picimento. Alla fine si impostera&#8217; l&#8217;azione desiderata mediante il campo:</p>
<p>action=&lt;nome_azione&gt;</p>
<p>Consiglio di impostare <em>nome_azione</em> con &#8220;action_mwl&#8221; che permette di bannare l&#8217;IP ed inviare via email l&#8217;avvenuto con tutte le informazioni compresa la nazione di provenienza dell&#8217;IP filtrato.</p>
<p>A questo punto si passa alla configurazione del comportamento di fail2ban in relazione ai servizi. Esistono molti servizi gia&#8217; configurati. Ad esempio nella sezione [ssh] potete decidere di impostare i campi:</p>
<p><strong>enabled =</strong> &#8216;true&#8217; se si intende abilitare faiòl2ban sul servizio ssh, &#8216;false&#8217; se si intende trascurare il servizio</p>
<p><em><strong>port    =</strong></em> 22 se ssh opera sulla porta di default oppure il numero su cui ssh e&#8217; stato configurato</p>
<p><em><strong>filter = </strong></em>contiene il nome della regola che si deve considerare per il servizio ssh, nome definito all&#8217;interno della configurazione /etc/fail2ban/filter.d/</p>
<p><em><strong>logpath = </strong></em>il file di log che si deve analizzare per individuare i tentaivi di attacco brute force. Nel caso di ssh (ma anche per altri servizi) e&#8217; il file /var&amp;log/auth.log</p>
<p><em><strong>maxretry =</strong></em> e&#8217; possibile impostare un numero di maxrestry indipendentemente dall&#8217;impostazione di default.</p>
<p>Una volta che abbiamo configurato tutti i servizi possiamo avviare file2ban:</p>
<p>/etc/init.d/fail2ban start</p>
<p>Buon lavoro</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Cambiare porta di ssh per prevenire i bruteforce</title>
		<link>http://www.deec.it/2009/08/20/cambiare-porta-di-ssh-per-prevenire-i-bruteforce/</link>
		<comments>http://www.deec.it/2009/08/20/cambiare-porta-di-ssh-per-prevenire-i-bruteforce/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 20 Aug 2009 15:52:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Server]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[brute-force]]></category>
		<category><![CDATA[dos]]></category>
		<category><![CDATA[ssh]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.deec.it/?p=34</guid>
		<description><![CDATA[Una buona tecnica per prevenire e contenere attacchi di tipo bruteforce in ssh è quella di cambiare la porta del servizio.
Di default la porta riservata a tale servizio è la 22, per cambiarla è possibile procedere in questo modo:
- Aprire il file di configurazione del servizo, generalmente è /etc/ssh/sshd_config con l’editor preferito: 
 vi /etc/ssh/sshd_config
- [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una buona tecnica per prevenire e contenere attacchi di tipo bruteforce in ssh è quella di cambiare la porta del servizio.</p>
<p>Di default la porta riservata a tale servizio è la 22, per cambiarla è possibile procedere in questo modo:</p>
<p>- Aprire il file di configurazione del servizo, generalmente è /etc/ssh/sshd_config con l’editor preferito:<em> </em></p>
<p><em> vi /etc/ssh/sshd_config</em></p>
<p><em>-</em> Sostituire nella riga</p>
<p><em> Port 22</em></p>
<p><em> </em>il numero 22 con il numero di porta desiderato (es. 2443), la riga sarà quindi:</p>
<p><em>Port 2443</em></p>
<p>-  A questo punto non resta che salvare e riavviare il demone con:</p>
<p><em> /etc/init.d/sshd restart</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p><em>Nota: è importante che la nuova porta sia aperta sul firewall</em></p>
]]></content:encoded>
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